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LA SCUOLA PRIMARIA DI GERMAGNANO A LEZIONE DI SCI DI FONDO A USSEGLIO

Nonostante   l’inverno   avaro   di   neve,   la   Scuola   Primaria   di   Germagnano   anche   quest’anno   è   riuscita   ad
effettuare due magnifiche giornate di sport a Usseglio per praticare lo sci di fondo.
Lunedì 18 febbraio è toccato ai più piccoli delle classi 1° e 2°  e mercoledì 20 febbraio agli alunni di 3°, 4° e
5°. Per tutti sono state giornate di grande divertimento: grazie alle lezioni pratiche con i Maestri di Sci di
Fondo,   gli   alunni   hanno   imparato   velocemente   a   destreggiarsi   con   gli   sci   “stretti”,   approfondendo   e
migliorando quanto appreso gli anni passati; hanno inoltre acquisito nozioni sull’ambiente alpino e le sue
caratteristiche, la flora e la fauna. Per tutti è stata una bellissima esperienza a contatto con la natura e la
montagna.  Sole  caldo, cielo  terso,  neve, sci, giochi,  Maestri competenti  e  super simpatici sono stati  gli
ingredienti meravigliosi di queste due uscite didattico/sportive davvero molto ben riuscite ed apprezzate da
tutti gli alunni.

CELEBRAZIONE 4 NOVEMBRE

4 novembre 2018: centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, un anniversario importante ricordato anche dagli allievi della scuola secondaria di 1^grado di Lanzo. Infatti gli alunni Sara C., Nicolò G., Samuele A., Federico R.F., Lia G., Francesco R., Akrame S. (classe 2^B), Luca V.L. (classe 2^C), Carolina B., Elisa T., Vanessa B. (classe 3^A), Hiba E.S., Elisa P. (classe 3^B) hanno partecipato alla cerimonia commemorativa leggendo alcune riflessioni da essi elaborate durante le ore di lezione e i nomi dei cinquantadue caduti lanzesi il cui elenco è stato gentilmente fornito dal prof. Mimmo Antonietti, esponente del Centro di Documentazione di storia contemporanea e della Resistenza nelle Valli di Lanzo “Nicola Grosa”.

Qui di seguito viene riportato il testo realizzato e letto dagli allievi.

                   Tutti dovremmo vivere in pace, tutti dovremmo gioire, riposare, sognare. Tutti dovremmo avere un colore e INSIEME dipingere, come dice Tali Sorek, la pace. Nessuno dovrebbe avere il rosso per il sangue dei  feriti, il nero per il pianto degli orfani e il bianco per i morti. Dovremmo avere il verde per la speranza, il celeste per il cielo limpido, il rosa per l’ottimismo.

                        La pace unisce, la guerra separa. Caro uomo, pensaci, pensa alle conseguenze della guerra e agli effetti della pace. Pensaci. Non è difficile capire quale sia la scelta giusta da fare.

La guerra è un grandissimo errore che porta con sé solo distruzione e dolore, strappando alle persone il sacro diritto di vivere serenamente. Non limitiamoci, però, solo a parlare e a pensare, proviamo ad agire. Quale  può essere un gesto di pace?

Aiutare una persona in difficoltà, non avere paura di chi, per qualche motivo, è diverso da noi, ascoltare le opinioni altrui. Non ci vuole tanto. La pace è fatta di gesti molto semplici che tutti, e lo ripeto TUTTI, possono compiere. “Cercate di lasciare questo mondo migliore di come l’avete trovato”, così diceva Robert Baden-Powell. Proviamoci, non ci vuole tanto.

                        E’ vero, non ci vuole tanto. Ci vogliono solo umiltà e buona volontà che devono sconfiggere l’indifferenza, quell’indifferenza che, spesso, cancella la memoria.

                   La memoria è importante. Grazie ad essa dovremmo ricordare gli errori del passato ed evitarli. Proviamoci, non è difficile.

Sul nostro libro di storia, nella parte conclusiva del capitolo dedicato alla prima guerra mondiale,  c’è un paragrafo dedicato ai “numeri” della guerra: 9 milioni di morti sui campi di battaglia, altri 5 milioni tra la popolazione civile.  Numeri impressionanti, numeri…ma una persona non è un numero.

                   C’è stata un’epoca e c’è stato un luogo in cui le persone venivano chiamate con un numero, non con il nome. Il nome è importante, il nome è l’identità di una persona e ogni persona ha la sua storia, la sua vita, fatta di gioie e di dolori, di famiglia e di amici, di risate e pianti.

In quei 9 milioni di morti sui campi di battaglia c’erano anche dei Lanzesi e noi oggi li vogliamo ricordare pronunciando il loro nome, cognome e grado militare.

Noi leggiamo, voi ascoltate e insieme ricordiamo e rispettiamo.

Almeno proviamoci.

Incontro con Chiara Carminati.

“Chiara e le tre S”: potrebbe essere questo il titolo dell’incontro con l’autore a cui le classi seconde e terze della scuola secondaria di 1^ grado “Giovanni Cena” hanno partecipato lo scorso 24 ottobre. Chiara è Chiara Carminati, scrittrice udinese, autrice del libro “Diario in corsa” letto dalle classi nei mesi precedenti, e le tre S indicano gli aggettivi con cui l’hanno definita gli allievi: simpatica, solare, spontanea.

La scrittrice non solo ha risposto in modo dettagliato alle domande che le venivano rivolte, ma ha anche interagito con gli studenti, i quali sono stati sia spettatori che protagonisti dell’incontro che ha avuto, per tutta la sua durata, un ritmo coinvolgente.

Gli alunni hanno particolarmente apprezzato la spiegazione della scelta di ambientare la storia del libro all’interno di un pullman scolastico: per l’autrice il pulmino è sempre stato un mondo magico, un piccolo universo chiuso dove poter chiacchierare, giocare, ripassare le lezioni e, magari, finire qualche compito. Un mondo magico pieno di fascino che lei, da ragazzina, non ha potuto sperimentare, in quanto, abitando vicino a scuola, non ha potuto utilizzare questo mezzo di trasporto.

L’autrice ha condiviso con gli alunni la passione per alcuni generi letterari (l’horror e il giallo, che hanno acceso il suo entusiasmo adolescenziale, e la poesia che l’ha lentamente conquistata), la simpatia per alcuni personaggi di “Diario in corsa” (come Catena che assomiglia a un ragazzo per il quale la scrittrice, da giovanissima, aveva una “cotta”), e il “mistero” intorno alla protagonista, la quale non viene indicata con alcun nome. Chiara Carminati ha spiegato che questa “dimenticanza” è stata voluta: desiderava che fosse il lettore a decidere il nome più appropriato per la ragazzina in modo da sentirsi a proprio agio con lei.

Infine, l’autrice ha sapientemente stimolato la curiosità degli allievi citando altri suoi libri: Fuori fuoco, L’estate dei segreti, La signora degli abissi.

Non c’è che dire: Chiara Carminati ha fatto centro, attirando l’attenzione di un pubblico non sempre facile, come quello dei dodicenni-tredicenni.

Quindi, alle tre S iniziali, aggiungiamo una B: brava, anzi bravissima.

 

 

VOLANTINO   

invito per genitori

invito personale alunni

 

La scuola Primaria di Germagnano alla scoperta del “SENTIERO NATURA” con il CAI

Si è svolta lunedì 22 ottobre, l’ ormai tradizionale camminata autunnale, degli alunni di tutte e cinque le classi della Scuola Primaria di Germagnano con i volontari del CAI di Lanzo. Con grande entusiasmo la scolaresca ha affrontato il “Sentiero Natura” partendo dal Ponte del Diavolo, ascoltando la narrazione della leggenda riguardante la sua
costruzione e scoprendo impronte e marmitte del Diavolo; si è poi inerpicata lungo l’esteso bosco di latifoglie appropriandosi dei segreti della flora e della fauna presenti; ha attraversato pietraie, piccoli ruscelli, individuato impronte di animali, raccolto i frutti del bosco e sperimentato l’arrampicata con corda lungo un pendio scosceso attrezzato
appositamente dai volontari CAI, fino a raggiungere la scuola a Germagnano,  direttamente a piedi.
È stata una lunga passeggiata ricchissima di emozioni, all’ insegna della conoscenza e del rispetto dell’ambiente e del territorio. Le insegnanti e gli alunni ringraziano i
numerosi volontari del CAI di Lanzo per la disponibilità dimostrata.

CORSO DI PRIMO SOCCORSO PER LA SCUOLA PRIMARIA

Martedì 5 giugno 2018 le due classi quinte di Lanzo e di Germagnano hanno beneficiato di un momento informativo a cura del dott. Vallino, primario del reparto di pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano, che ha spiegato in plenaria agli alunni come funziona il nuovo numero unico delle emergenze e quale tipo di informazione riferire durante la chiamata. Successivamente gli alunni sono stati raggruppati nella loro classe di appartenenza e hanno provato ad applicare la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco. E’ stato un momento molto utile e molto ben gestito che ha coinvolto gli allievi e li ha stimolati a collegare le conoscenze apprese durante l’anno sul corpo umano.

LABORATORIO STORIA MEDIEVALE

Nel mese di marzo, le classi prime della scuola secondaria di 1^ grado hanno partecipato ad un laboratorio di storia medievale gestito dall’ archivista Alessia Francone. Il laboratorio ha avuto luogo nelle rispettive aule e la classe 1^B ha successivamente redatto il seguente articolo. Buona lettura.
Martedì 13 marzo 2018, dalle ore 8,00 alle ore 10,00, abbiamo svolto un laboratorio di storia medievale con l’archivista Alessia Francone, nonché autrice del libro fantasy “La maga di Reinkar” da noi letto qualche mese fa.
L’argomento che abbiamo trattato riguardava il viaggio nell’ “età di mezzo”.
Prima del laboratorio vero e proprio, la signora Francone ci ha accennato alcune caratteristiche del mestiere dello storico, tra queste: il lavoro attento e preciso sulle fonti allo scopo di rettificare interpretazioni passate ed eventualmente errate. Un concetto sbagliato, al giorno d’oggi corretto grazie agli storici, è quello di un Medioevo “immobile”.
Nel periodo medievale, il viaggio non era inteso come una vacanza, ma era una necessità, un dovere. All’ epoca esistevano solo due modi per spostarsi da un luogo all’altro: via terra (a piedi, con carri, con animali come buoi, cavalli, asini) e via mare/fiume (barche o navi a seconda del viaggio).
La maggior parte dei viaggi si svolgeva in primavera perché le condizioni climatiche erano generalmente più favorevoli.
Il viaggio era scomodo e pericoloso. Le insidie potevano essere: le belve feroci (soprattutto nelle foreste), i briganti, i pirati. Inoltre, i tempi del viaggio erano lunghissimi. Non solo: le strade erano soggette ad interruzioni e frequentemente prive di ponti. Tutte le classi sociali viaggiavano e le motivazioni degli spostamenti erano varie: politiche (ad esempio: imperatori e ambasciatori),
religiose (ad esempio: vescovi, frati, pellegrini), di studio (ad esempio: maestri e studenti) e di lavoro (ad esempio: mercanti, mercenari, gente di spettacolo). Infine, bisogna ricordare i viaggi di chi era escluso dalla società e non poteva fermarsi in nessun luogo (ad esempio: fuorilegge, esiliati, eretici).
La seconda parte del laboratorio è stata dedicata alla lettura di una fonte e, a proposito, la signora Francone ci ha fornito due indicazioni preziose: 1) occorre sapere chi l’ha scritta e per quale scopo; 2) non bisogna lasciarsi condizionare dal nostro punto di vista, dalla nostra mentalità.
La fonte che abbiamo preso in esame è stata scritta, su commissione del re di Francia Luigi IX, da Guglielmo di Rubruck, frate francescano vissuto nel XIII secolo: è il resoconto del viaggio da lui compiuto in Asia. La lingua originaria di stesura della fonte è il latino, cioè la lingua ufficiale della cultura dell’epoca. Noi, non conoscendo il latino, abbiamo letto una versione tradotta dallo studioso Paolo Chiesa. Successivamente abbiamo svolto il ruolo degli “investigatori”, ovvero abbiamo cercato sulla fonte e sottolineato con colori diversi una serie di informazioni riguardanti il “come si viaggiava”, “come si dormiva e come si mangiava durante il viaggio”, “il ruolo del denaro”, “le difficoltà linguistiche”.
Il laboratorio ci è piaciuto molto: è stato interessante e ha arricchito le nostre conoscenze, facendoci riflettere sulla diversità dei viaggi di oggi e di ieri, inoltre, è stato stimolante “lavorare” con un esperto. Alcuni di noi avrebbero voluto lavorare su più fonti, ma, ovviamente, per mancanza di tempo, ciò non è stato possibile.
In conclusione, abbiamo alcune proposte per eventuali futuri laboratori: l’aspetto militare e bellico nel Medioevo, i monasteri, la figura di Carlo Magno.

INCONTRO CON L’AUTORE A LANZO: STEFANO BORDIGLIONI

Competenza, simpatia ed entusiasmo sono stati confermati dall’autore nell’incontro di mercoledì 14 marzo presso la struttura “Lanzoincontra”: Stefano Bordiglioni ha catturato l’attenzione dei bambini raccontando storie presenti in alcuni dei suoi tanti libri , tra cui “La congiura dei cappuccetti”, “Il giornale delle favole”,
“Nel mondo dei draghi”, “Le bugie hanno le gambe corte”, “Il capitano e la sua nave”, “All’ombra delle piramidi”, ha interagito con gli scolari proponendo filastrocche, anche mimate per coinvolgere i più piccoli, e canti accompagnandosi con la sua chitarra. Ha divertito e si è divertito giocando con rime e nomi, rendendo
partecipi all’incirca 450 bambini: dai bimbi di cinque anni della scuola dell’infanzia ai ragazzi di classe quinta della scuola primaria dell’I.C. di Lanzo e gli alunni della scuola primaria di Viù.
L’autore, che prima svolgeva la professione di insegnante elementare, vanta una vasta produzione letteraria rivolta in prevalenza ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, è autore di testi scolastici e di canzoni per ragazzi, tra cui “Raccontala giusta” ed è stato autore di programmi televisivi. Per i suoi libri ha ricevuto numerosi riconoscimenti, molti dei suoi libri, fra i quali la serie «Dinodino – Avventure nel Giurassico», sono stati tradotti e pubblicati all’estero.
Entusiasti i bambini della scuola dell’infanzia che hanno gradito molto le storie di Cappuccetto (tra cui “Cappuccetto zozzo”) e le canzoni; hanno raccontato alle altre insegnanti “… di questo signore che fa cose divertenti con le parole e usando i loro nomi.” Coinvolti e divertiti pure i bambini della Scuola primaria che
hanno esposto l’esperienza anche ai genitori, esprimendo curiosità e desiderio di leggere qualche suo libro. L’autore ha offerto inoltre molti spunti su cui lavorare ai docenti, alcune delle quali già conoscevano la bravura di Bordiglioni.
Un ringraziamento all’Amministrazione Comunale, in particolare a Fabrizio Casassa, ed alla Biblioteca Civica nella persona di Ester, per la proficua collaborazione svolta con l’I.C. di Lanzo e la buona riuscita dell’iniziativa.

GRANDE SPETTACOLO MUSICALE PER GLI ALUNNI DELLA PRIMARIA DI GERMAGNANO

Best of Cartoon” è andato in scena il 28 marzo nella palestra comunale.
La Scuola Primaria di Germagnano ha partecipato, per il secondo anno consecutivo, al progetto musicale “Cantatutti” promosso dall’Associazione Cantascuola di Torino, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e, per il 2018, anche del Comune di Germagnano; gli alunni di tutte le classi hanno potuto usufruire, da ottobre a marzo, dell’intervento in classe del maestro di musica Giuseppe Crea, con il quale hanno imparato ad esercitare il canto in tutte le sue forme e preparato un saggio finale dal titolo “Best of cartoon”, avente come filo conduttore le colonne sonore dei più
famosi cartoni animati, da Mary Poppins agli Aristogatti, dal Re Leone alla Carica dei 101. A queste canzoni si sono aggiunte la drammatizzazione della fiaba Biancaneve da parte delle classi 1° e 5°, di Pinocchio della classe 2° e le recite in lingua straniera degli alunni delle classi 3°- 4° e 5°: la classe 3° ha presentato la storia del Parco Disneyland Paris in lingua francese , la classe 4° ha drammatizzato la fiaba della Bella addormentata nel bosco in lingua inglese e la classe 5° ha presentato in lingua francese la storia e le caratteristiche dei principali cartoni animati francesi e
“bandes déssinées” (Asterix, Tintin, Titeuf). Lo spettacolo si è concluso con la canzone in lingua francese “ Je vole ” realizzata dagli alunni delle classi 2° e 4° con tanto di cantanti solisti. Grandissimo l’entusiasmo del pubblico presente tra cui il Sindaco di Germagnano Mantini e scroscianti gli applausi riservati agli alunni di tutte classi, fantastici cantanti ed attori poliglotti in un saggio davvero ricco e coinvolgente.

LETTERA A LIA LEVI…Scuola Secondaria

Durante il mese di gennaio, la classe 1^B della Scuola secondaria di 1° grado “G. Cena” ha seguito un
percorso di preparazione alla celebrazione della Giornata della Memoria. Tra le attività proposte c’è stata la
lettura di un racconto della scrittrice Lia Levi. Successivamente gli allievi hanno provveduto alla stesura di
una lettera che è stata inviata all’autrice, che ha tempestivamente inviato un’email di risposta. In data 7
marzo si è svolto un colloquio telefonico “in viva voce” (previa autorizzazione del Dirigente scolastico) tra la
signora Levi e la classe.
                                                                                                                                      Lanzo, 31/01/2018
Cara Signora Levi,
come sta? Siamo una classe prima della scuola secondaria di primo grado “Giovanni Cena” di Lanzo
Torinese. In occasione della Giornata della Memoria, abbiamo letto il Suo racconto intitolato
Sorelle, che ci è piaciuto molto. Ciò che ci ha colpito maggiormente è stato il forte legame di amicizia tra Loredana e Bettina che non
si è spezzato nonostante la promulgazione delle leggi razziali. Il loro rapporto è rimasto saldo come
dimostrano gli atti compiuti dalle due ragazze: infatti Loredana, disubbidendo alla madre, andò a vedere
Bettina davanti a scuola, mentre quest’ultima, saltando la lezione di ginnastica, si recò a casa dell’amica,
ribellandosi al divieto dei genitori.
Le frasi che ci hanno trasmesso emozioni intense, uniche, sono state le seguenti: “E poi tu sei mia sorella. Se
tu sei nemica degli Italiani, allora lo sono anch’io. E se sei pericolosa, io lo sono come te”; “Credi che con
quello che è successo proprio ora, potremmo diventare più sorelle di così?”.
Oltretutto, abbiamo visto su YouTube una Sua intervista riguardante il Suo libro
Una bambina e basta, e le leggi razziali. Le espressioni che ci hanno toccato particolarmente sono state: “Una bambina che vede il suo
mondo cambiare, ma non capisce cosa succede”; “Non esisti perché sei una bambina ebrea”.
I Suoi ricordi, pertanto, ci fanno riflettere su quanto fosse dura la vita di una famiglia ebrea in quegli anni.
In conclusione, vorremmo rivolgerLe alcune domande: -Ha scritto o scriverà la continuazione del racconto Sorelle ?;
– Quali sentimenti ha provato quando Le veniva detta la frase: “Non esisti perché sei una bambina ebrea”?;
– Come Bettina e Loredana, anche Lei è riuscita a mantenere uno stretto legame con le Sue amiche
nonostante le leggi antisemite?;
– Quando ha capito le conseguenze dei decreti razziali, come ha reagito?;
– Come mai ha iniziato a scrivere?;
– Cosa rappresenta per Lei la scrittura? Uno sfogo? Un hobby? Un vero e proprio mestiere?
Speriamo in una Sua risposta.
                                                                                                                                Cordiali saluti.
                                                                                                                                                      La classe 1^ B
Risposta della signora Levi
Gentile professoressa D’Arrigo, la casa editrice mi ha girato la sua lettera e, come prima cosa, desidero
ringraziare lei e i suoi allievi per l’attenzione con cui avete letto un mio racconto e per le vostre sensibili e
intelligenti osservazioni. Vi ho sentito davvero molto vicini. Quanto alla risposta alle vostre domande c’è solo
un problema tecnico. Io in questo periodo sono in promozione del mio ultimo libro e perciò sono molto
spesso in viaggio e impegnata in una serie di incontri e purtroppo non ho tempo per affrontare delle
chiarificazioni che mi piacerebbe discutere con voi (per esempio dove la storia è capitata a me e dove è
invenzione). Le propongo una cosa: un incontro per telefono (magari in viva voce con gli alunni) in modo che
sia possibile una vera chiacchierata.
Ancora grazie, spero, a presto.
Cordialmente.
Lia Levi